Gen 172005
 
scuolaDisegno

Il Libro Bianco sulla scuola di Marino dell’Osservatorio Scolastico finisce  su Radio RAI

 

Il lavoro svolto dall’Osservatorio Scolastico di Marino attraverso il Libro Bianco presentato alla fine dello scorso anno ha valicato i confini comunali marinesi per diventare elemento di dibattito di una trasmissione radiofonica nazionale della RAI alla fine del 2004.

La speranza della popolazione marinese è che oltre alla raccolta dei dati, effettuata dall’Osservatorio, si passi rapidamente alla pianificazione concreta degli interventi nelle scuole, stimati nel Libro Bianco in 1.225.000 euro complessivi.

Durante la trasmissione oltre a descrivere l’esperienza dell’Osservatorio Scolastico di Marino (per chi volesse saperne di più basta visitare il sito della RAI

 

http://www.radio.rai.it/radio1/laradioneparla/view.cfm?NOTIZIA=112362&DATATEMA=2004-11-23

 

per la puntata del 23-11-2004) sono stati forniti interessanti dati sulle scuole in Italia.

 

Inviato da : Data comunicazione : 17-01-2005
Set 062004
 
tmp_2_Logo di Marina Aperta
Con il primo di settembre è stato riazzerato il contatore del nostro sito di Marino Aperta. Nei primi 18 mesi di esistenza del sito web sono state registrate oltre 6.000 visite: un successo inatteso e confortante per un portale che vuole diventare un riferimento per le informazioni che riguardano la vita di Marino e delle Associazioni che vi operano.
Inviato da : Data comunicazione : 6-09-2004
Apr 062004
 
libroSfogliaMob

Grande partecipazione per l’apertura del Punto lettura APERTA…MENTE: Leggo e Navigo a Frattocchie

 

Con il Patrocinio del Comune di Marino, l’associazione MARINO APERTA ha inaugurato sabato 3 aprile alle ore 16 un nuovo Punto lettura-biblioteca a Frattocchie – Via Cardinal Pizzardo, 3 – avente la funzione di servire, per la prima volta, Frattocchie e tutta la terza Circoscrizione di Marino:

 

L’inaugurazione non è stata una semplice rappresentazione di circostanza; già dal titolo si comprende che è stato un esempio concreto di un vivere sociale dove le istituzioni e i cittadini partecipano attivamente alla promozione e alle valorizzazione delle proprie esigenze di conoscenza e di formazione.

 

Il titolo e la presenza del sindaco di Marino Ugo Onorati, oltre al direttore di RAI 3 Paolo Ruffini  ha mostrato come tutti assieme si possa riflettere, agire e scambiare proficuamente idee ed esperienze per un buono e salutare accesso all’informazione e al gioco per tutti: dai bambini ai genitori e per tutti coloro che affermano un sì alla speranza, alla cultura e all’accoglimento delle nuove forme di comunicazione tecnologiche e intermediali.

 

Alle ore 16:15, con una sala gremita e folta di persone il Presidente Adolfo  Tammaro inizia l’incontro sottolineando il fatto che tale inaugurazione è anche un’occasione di divertimento e di partecipazione di tutti. Il punto lettura ha l’ambizione di essere un punto di riferimento aperto tutti i giorni, dove vi è l’accesso agli strumenti intermediali per la fruizione e la gestione delle informazioni come i libri (secondo l’impostazione delle biblioteche) e anche di tutto quello che offre la rete internet.

 

Dopo tale presentazione inizia il programma con una rappresentazione teatrale dal titolo <Parliamo con l’Autore, Incontri ravvicinati con Dante, Shakespeare, Manzoni, Collodi, Walt Disney, J.K. Rowlingdove i ragazzi dell’associazione hanno rappresentato alcuni passi delle opere di questi autori, mostrando come la fantasia e lo strumento dell’analogia possano generare con la partecipazione di tutti, una godibile e immediata sinergia del libro attraverso la rappresentazione teatrale.

 

Si inizia con le di Collodi , dove si mostra il cammino del discernimento tra bene e male; tra verità e menzogna.

 

Di seguito la scelta di rappresentare un passo di prova come la fantasia e l’associazione che talvolta è intesa in modo infantile e anche come inutile, sia invece l’attività primaria del bimbo che diventa adulto, e di quest’ultimo che si appresta ad una sempre più compiuta elaborazione della propria individualità. Infatti questo libro nacque con un procedimento normale di generazione delle idee, ma sempre lucente per il suo continuo accadere. L’autrice Rowling dopo aver cercato un appartamento e ritornando a casa con il treno, proprio attraverso la stanchezza e la speranza della ricerca di una sweet home> vagando con i pensieri e utilizzando la propria fantasia, decise di ampliare lo spazio di azione del proprio progetto di vita anche attraverso l’uso dell’analogia per l’eventuale stesura di sette romanzi con scatole magiche e incantesimi. L’autore, il libro, la rappresentazione teatrale di oggi hanno costituito l’esempio di un elemento immediato: anche con la fantasia si può concretamente realizzare un modo diverso e possibile.

 

La successiva rappresentazione di Minnie, mostra un effetto prospettico singolare: un personaggio che vive nei cartoni animati e nei fumetti appare con un personaggio in carne ed ossa in un teatro, e tutto questo è avvertito in modo naturale dal pubblico: ulteriore dimostrazione di come i bambini (e gli adulti) anche attraverso il gioco e la rappresentazione accettano il diverso da sé, l’altro, la cosa, l’animale, l’ambiente anche deformato da una visione antropocentrica. Il migliore esempio di come la fantasia e il gioco condiviso siano attività serissime nell’accettare l’altro, nonostante le nostre angosce e paure che provengono da altre forme di comunicazione di massa, dove il mondo è avvolto da orchi che uccidono e dalla strega cattiva che toglie pil e irpef a tutti.

 

Le ultime due rappresentazioni tratte dai e da ricordano e riaffermano la pluralità e le sempre nuove forme con cui l’amore, il rispetto, la speranza, anche costellata da ostacoli, siano luoghi comuni per tutti sia nei percorsi del tempo sia nei grandi spazi dove risiedono i popoli e vivono libri con lingue differenti dalle nostre.

 

La parte successiva dell’inaugurazione continua con due attività svoltesi in parallelo. In una sala sono stati portati i bambini che con gli associati e con Maria Pia Santangeli – hanno attivato un esempio delle attività del laboratorio  di lettura.

 

Nell’altra sala è iniziato il convegno “Lo dice la TV  –  Dalla cronaca alla critica – Il valore di una nuova biblioteca nel sistema mediatico italiano“. Ne parla Umberto Santucci con Paolo Ruffini (Direttore Rai 3) e con  Mattia de Collibus, Mauro Rodella e Vito Colamarino, dell’Accademia dell’Immagine dell’Aquila.

 

Maria Pia Santangeli autrice del libro Ed. Sovera Roma – assieme ai bambini e alla valevole organizzazione e lavoro degli associati, ne hanno letto un racconto: ‘Le avventure di Fatìta e del Principe Galletto’ .

 

È una fiaba che ha ‘soltanto’ (si fa per dire!) il piacere della fantasia allo stato germinale. La rappresentazione della fiaba è consistita nella lettura del racconto da parte di un adulto, intervallato da brani musicali e dai bambini che sono intervenuti come coautori nel produrre in corso d’opera effetti sonori corrispondenti alle vicende della fiaba stessa.  È un esempio di una pedagogia del buon ascolto che invita la fantasia alla partecipazione attiva.

 

 

Nel convegno iniziato nell’altra aula, il Sindaco di Marino Ugo Onorati dopo i relativi ringraziamenti, ricorda la nascita della Biblioteca di Marino all’inizio degli anni ’80 che diventò sempre più grande negli anni. Attraverso il volontariato e un libro dopo l’altro, sta mostrando una partecipazione sostanziale dei cittadini. Appare evidente quindi la possibilità di associare questo punto lettura con le risorse e le istituzioni comunali.

 

La Biblioteca di Alessandria – ricorda Ugo Onorati – fu creata nell’arco temporale di una generazione e fu successivamente distrutta: <Chi distrugge i libri, distrugge la libertà; una biblioteca, per quanto sia piccola è sempre stato un luogo di aggregazione e di libero scambio culturale>. Ed oltre alla libertà, la biblioteca  è anche un luogo dove il libro e l’autore ritorna concretamente in vita, attraverso la presenza del lettore. All’uopo il sindaco dona vari libri tra cui il primo libro di Girolamo Torquati (storico e archeologo marinese) pubblicato nell’86, dove sono trascritti gli studi svolti alla fine del 1800 a Boville. É un esempio di ricerca viva e su campo della storia locale.

 

In seguito il Professore Umberto Santucci insegnante all’Accademia dell’immagine dell’Aquila  ricorda come le manifestazione svoltasi nella città sulla mostra del cinema, vi fu una partecipazione viva e vissuta da dietro le quinte da parte della cittadinanza. La mostra non era dedicata ai divi, ma a tutti coloro che erano dietro le quinte. Il prof. Santucci con i tre studenti presenta uno studio comparato della produzione delle notizie. Si sono presentate le notizie in prima serata di sette telegiornali del giorno 29 gennaio 2004 e questo lavoro farà parte di questo punto lettura (costituito da libri e audiovisivi oltre ai nuovi strumenti intermediali biblioteca).

 

Lo scopo dello studio è volto anche ad analizzare l’uso della Tv attraverso un pensiero unico, più o meno controllato, che sia da spunto per una riflessione su approcci a pensieri e punti di vista multipli nel gestire i mass media.

 

Si sono confrontate le notizie di introduzione di tutti i telegiornali e poi le si sono riviste senza audio e poi senza video. Dopodiché è stata presentata una tabella sinottica del palinsesto dell’ordine di successione delle notizie.

 

Il Dott. Ruffini Direttore Rai 3 interviene con riflessioni in merito anche alla presentazione del lavoro di analisi comparata delle notizie dei Telegiornali. Premette immediatamente che il TG3 è autonomo come gestione da Rai 3 e che  è necessario in primo luogo e comunque che vi siano sempre una pluralità di telegiornali con la possibilità di presentare punti di vista differenti. Il problema risiede non nel perseguire in modo categorico la verità che si presenta attraverso una interpretazione mediatica gerarchica, ma nel garantire l’accesso all’interpretazione dei propri punti di vista che sono sempre e comunque incompleti.

 

Vi è una domanda a Ruffini sul problema che talvolta i conduttori dei telegiornali sembrano curare di più la propria immagine che il contenuto della notizia. Ruffini ironicamente risponde che talvolta è meglio così, e si ricollega alla sua esperienza di direttore del giornale radio: vi era ogni giorno una riunione alla 10:30  con i capiredattori che si confrontano del calendario degli avvenimenti della giornata e degli ulteriori sviluppi, stabilendo i temi da affrontare, ma non il relativo ordine. Poco prima di un’ora del Giornale Radio si presentava la scaletta delle notizie e si preparavano i testi scritti che poi avrebbe letto il conduttore. In televisione invece si legge dal dove scorrono le notizie.  E naturalmente il conduttore anche per scelte editoriali ha una postura e uno stile di presentazione delle notizie e certamente, anche in modo involontario modifica, compone la notizia: non esiste il modo ideale di presentare le notizie. Per quanto riguarda queste poi occorre distinguere sempre tra notizie verosimili e quelle inventate.. La scaletta ideale non esiste, ma proprio per questo è necessario l’effettivo pluralismo per la presentazione delle notizie.

 

Un’altra domanda  rivolta al Direttore verte sul problema delle effettive verifiche delle notizie e anche sugli accordi per un tetto di pubblicità anche dal punto di vista etico preso con le associazioni (dei genitori in particolare). Ad esempio nei cartoni animati vi sono spot pubblicitari. E naturalmente riappare l’annoso problema delle immagini violente viste in prima serata.

 

Anche il sindaco Ugo Onorati interviene nel dibattito e in particolare sul fatto che qualsiasi notizia che sia considerata rilevante, possa essere utilizzata come maschera per non affrontare problemi più sostanziali del paese in genere.

 

Un’altra domanda si ricollega al problema della manipolazione e si prende a spunto la concezione di PierPaolo Pasolini sulla TV come . E richiama ancora di più il problema che noi non sappiamo leggere le immagini e che l’apparato sottostante alla televisione non lo permetterà mai.

 

Ruffini risponde alle sollecitazioni sintetizzando il punto che certamente si deve fare di più, ma che di tutte le prospettive che attendono di comparire, la volontà di sentirsi padroni del destino del palinsesto televisivo è quella più deleteria. Occorre invece garantire l’accesso a tutti e offrire sempre più punti di vista che abbiano la stessa dignità informativa.

 

Si conclude il convegno che anche per i temi complessi affrontati, ha costituito un esempio di un punto lettura (di lectio); cioè di partecipazione condivisa nell’acquisire e nell’esprimere se stessi nel riflettere e nell’essere attori partecipi della biblioteca e dei mass media in generale.

 

 

Inviato da : Data comunicazione : 6-04-2004
Ott 162003
 
Antenna radio

ELETTROSMOG: 1205 “TERMOMETRI” PER MISURARE L’ELETTROSMOG (ottobre 2003, fonte FUB)

ROMA, – L’elettrosmog minuto per minuto. L’ Italia si sta dotando di una rete nazionale di monitoraggio che ha l’obiettivo di tenere sotto controllo in tempo reale, 24 ore su 24, le emissioni delle stazioni radiotelevisive e degli impianti di telefonia mobile. Il progetto, voluto dal ministero delle Comunicazioni, e’ in fase avanzata di realizzazione. Sono quasi un milione e ottocentomila i dati raccolti nel primo anno e circa 120 le centraline gia’ distribuite alle ARPA, le Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale, durante una prima fase sperimentale del progetto, il 10% cioe’ rispetto alle indicazioni della dotazione finale che prevede, ad oggi, 1205 centraline attive in tutta Italia alla fine di tutto il progetto. E, le prime, parziali, informazioni danno un quadro della situazione definita dai tecnici ”tranquilla” sul fronte delle emissioni. Tanto che ”anche in vicinanza degli impianti, in particolar modo quelli di telefonia mobile, i valori di campo sono risultati di 5-6, ma anche 10 volte inferiori rispetto ai limiti fissati dalla normativa nazionale, che e’ la più restrittiva rispetto all’Europa e perfino agli USA”. Braccio operativo del ministero la Fondazione Bordoni che ha stipulato protocolli di intesa con le ARPA di 19 Regioni (la Campania – riferiscono i responsabili del progetto – si muove su un altro piano). ”Il progetto e’ partito piu’ di un anno fa e la fase sperimentale þ ha riferito uno dei tecnici – e’ quasi esaurita. Compito della Fondazione e’ la realizzazione della rete e delle linee guida. La Fondazione Bordoni non esegue fisicamente il monitoraggio che viene affidato alle ARPA”. Sono le stesse ARPA a decidere i siti dove posizionare le centraline di rilevamento e per quanto tempo il sistema deve restare attivo in quel luogo prescelto. Alle Agenzie regionali per l’Ambiente spetta anche il compito di validare i dati raccolti. Una copia finisce poi nel cervellone nazionale del ministero delle Comunicazioni che ha attivato un centro di raccolta dati, curato dalla Fondazione Bordoni, che sta anche realizzando un database per dare la possibilita’ a tutti di collegarsi a un sito dedicato e consultare le rilevazioni.Oltre alle centraline gia’ distribuite alle ARPA, sono in distribuzione circa altri 200 ”termometri” di rilevazione delle emissioni elettromagnetiche.

 

ELETTROSMOG: DISTRIBUZIONE REGIONALE CENTRALINE DI RILEVAMENTO

ROMA, – Il Piano di monitoraggio nazionale dei campi elettromagnetici, che la Fondazione Bordoni sta realizzando per conto del ministero delle Comunicazioni,prevede, a fine progetto, la distribuzione su tutto il territorio nazionale di oltre 1.205 centraline di rilevamento affidate alle Agenzie Regionali Prevenzione e Ambiente. Di seguito il quadro indicativo sulla distribuzione di alcune centraline fornito dalla Fondazione. Si tratta, precisa la Fondazione, solo di indicazioni che poi saranno portate al vaglio del comitato strategico ad hoc.

 

REGIONE                           N.CENTRALINE

Valle d’Aosta                        4

Liguria                                35

Piemonte                             90

Lombardia                         200

Trentino A.A.                      20

Veneto                                 92

Friuli V.G.                           25

Emilia Romagna                  80

Marche                                 30

Toscana                                72

Umbria                                 18

Lazio                                  110

Abruzzo                               26

Molise                                   8

Puglia                                  82

Basilicata                             15

Campania                           120

Calabria                               42

Sicilia                                102

Sardegna                                34.

 

ROMA,- L’Italia, sul fronte elettrosmog, ha adottato i limiti piu’ restrittivi rispetto ad altri Paesi europei e anche agli Usa per quanto riguarda le emissioni di impianti radiotv e telefonia mobile. Il limite e’ di 6 volt al metro. Di seguito una tabella che indica i limiti in vari Paesi, fornita dalla Fondazione Bordoni:

 

ELETTROSMOG: IN ITALIA I LIMITI PIU’ BASSI

Paese       Limiti esp.   Limiti esp.  Limiti esp. Limiti esp.

400MHz(V/m)    900MHz(V/m) 1800MHz(V/m) >2GHz(V/m)

Australia     27            41            58          61

Austria       31            47            61          61

Bulgaria       6             6             6           6

Canada        31            47            61          61

Cina*         12(*)         12(*)         12(*)       12(*)

Francia       27            41            58          61

Germania      27            41            58          61

Ungheria       6             6             6           6

Italia        20(6**)       20(6**)       20(6**)    20(6**)

Giappone      31            47            61          61

Paesi Bassi   60           109           180         193

Nuova Zelanda 27            41            58          61

Polonia        6             6             6           6

Russia                       6

Sud Africa    27            41            58          61

Svizzera      27(***)       41(***)       58(***)     60(***)

Turchia       29            41            58          58

Gran Bretagna 27            41            58          61

USA           31            47            61           61.

* Esposizione di breve durata

**Esposizione superiore alle 4 ore

***Emissione totale.

Inviato da : mcarbo Data comunicazione : 16-10-2003
Giu 182003
 
bambino Don't worry

Le antenne per telefonini fanno male ??

 

Come prevedibile il referendum relativo al passaggio delle condutture elettriche non ha raggiunto il quorum travolto dalla disputa politica sull’art. 18.

Ma l’argomento proposto dai promotori del referendum ha acceso la curiosità dei Cittadini su un argomento più ampio relativo ai campi elettromagnetici e la telefonia mobile.

L’argomento è abbastanza vasto e lo spazio di questo articolo non sufficiente per affrontare l’argomento senza superficialità (come spesso viene fatto anche da redattori molto più qualificati del sottoscritto).

Riporteremo qui i dati principali del problema. Le fonti sulle quali ci siamo basati per approfondire l’argomento sono pubbliche e, in particolare, abbiamo utilizzato un Vademecum per i Cittadini preparato dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale.

 

Partiamo da una base condivisa da tutti.

La tutela della salute dei Cittadini è uno dei principali doveri di ogni amministrazione pubblica e dello Stato in generale.

Oggi i Cittadini sono giustamente sensibili in misura crescente alla tutela delle condizioni ambientali, chiedendo che siano coniugate queste difese con il corretto utilizzo della tecnologia che contribuisce, spesso in maniera importante, alla qualità della vita moderna.

 

In sintesi stiamo parlando di argomenti come la questione dell’elettromagnetismo ambientale e del suo impatto nelle linee guida da seguire per arrivare ad una esatta classificazione del termine “sviluppo sostenibile”.

 

Da una parte la nostra società esprime la richiesta e l’offerta di sempre maggiori possibilità di energia elettrica (quindi elettrodotti) e di comunicazione (quindi stazioni radio, TV, telefonia cellulare)

Dall’altra ci sono sempre maggiori preoccupazioni relative a possibili effetti dannosi dei campi elettromagnetici generati da questi impianti.

 

La normativa vigente attribuisce ai Comuni l’attività di vigilanza e controllo sugli impianti. Questo è giusto da un punto di vista generale ma impone competenza che non tutti i Comuni sono in grado di adempiere.

 

Evidenziamo qui il primo grande interrogativo.

 

Nei Comuni dei Castelli c’è qualcuno che controlla la potenza di uscita degli impianti?

Prendiamo l’impegno di approfondire e Vi faremo sapere.

 

Per il momento lo scopo di questo articolo è di fornire nel modo più semplice possibile informazioni utili per dare a tutti l’opportunità di farsi una propria opinione, con l’obiettivo più generale di far crescere il senso civico e la partecipazione dei Cittadini alla vita pubblica.

 

Torniamo a noi focalizzando più di altri il tema della telefonia cellulare.

 

Il concetto di campo elettromagnetico e delle “onde” ad esso associate ci è molto più familiare di quanto si creda. Basti pensare alla luce solare che è una forma di energia elettromagnetica fondamentale per tutte le forme di vita sulla terra; ai campi elettromagnetici generati dai fulmini, al campo magnetico terrestre.

A questi si sovrappongono quelli dovuti alle sorgenti artificiali (elettrodotti, rete elettrica della luce, antenne TV, antenne per telefonia mobile, Radar etc.)

 

La parola elettrosmog, nata da qualche anno, si riferisce alla possibilità che il campo magnetico diffuso nell’ambiente da varie fonti sia un inquinante, una specie di smog invisibile.

“SMOG” è un termine anglosassone nato dalla combinazione di “fumo” (smoke) e nebbia (fog) ed è riferito proprio all’inquinamento ambientale.

Non dobbiamo però farci confondere.

L’inquinamento dell’atmosfera è dovuto a fumi, micropolveri, molecole come il benzene e prodotti vari della combustione dei quali si farebbe volentieri a meno.

Il campo elettromagnetico è invece INDISPENSABILE al fine del funzionamento degli impianti di telecomunicazione.

Per limitare al minimo la spiegazione tecnica possiamo dire che in ogni punto dello spazio il campo elettrico ed il campo magnetico oscillano secondo modalità che dipendono dalla sorgente che li crea e si propagano sotto forma di onde nello spazio alla velocità di 300.000 km al secondo.

 

Relativamente ai problemi che riguardano la salute umana ci sono due tipologie di sorgenti di campi elettromagnetici legate ai problemi ambientali:

a)       quelle a bassa frequenza (l’insieme degli elettrodotti, le centrali elettriche sottostazioni, la rete della luce casalinga, gli elettrodomestici, le macchine industriali, i computer, rasoli elettrici, forni a microonde etc)

b)       quelle ad alta frequenza che interessano le telecomunicazioni (radio, TV, telefonia cellulare). Per semplificare la radio di tipo FM usa onde con frequenze dell’ordine di 100 milioni di Hertz (100 Megahertz) mentre i telefoni cellulari usano frequenze molto più alte da 0,9 a 2,4 gigahertz  (900 – 2400 Megahertz).
Alzare la frequenza significa poter ridurre la “potenza” di trasmissione e, di conseguenza, gli effetti biologici di tali onde

 

In modo estremamente semplice possiamo dire che aumentando la frequenza possiamo ridurre la “potenza” con la quale le onde vengono lanciate nello spazio. Riducendo la potenza riduciamo anche la possibilità di recare danni biologici.

 

Daremo più avanti maggiore dettaglio, ma già qui possiamo dire che dobbiamo fare più attenzione alle antenne di radio e TV piuttosto che a quelle dei telefonini. E anche tra le emittenti radio dobbiamo fare maggiore attenzione a quelle che trasmettono in Onde Medie (AM) piuttosto che in Modulazione di Frequenza (FM).

 

Il sistema dei “telefonini” è costituito da una rete di stazioni radio base, dalla centrale e dai singoli telefoni cellulari. Le frequenze usate sono molto alte, le potenze emesse dalle antenne sono molto basse e di conseguenza ogni singola antenna copre una zona assai limitata.

Le stazioni radio base operano ad una potenza di qualche decina di Watt, di gran lunga inferiore a quella delle stazioni di diffusione radio e televisive. Quindi l’energia associata al campo elettromagnetico da esse prodotto è molto bassa.

 

Questa bassa potenza consente ai gestori di “riutilizzare” le medesime frequenze tra stazioni base tra loro distanti (oltre 1,5 km).

 

Per avere una idea delle diverse potenze in Watt tra diverse antenne esaminare il seguente prospetto:

 

 

Apparato

Potenza in Watt
Radar

20.000 – 200.000

Ripetitori Radio/TV

4.000 – 8.000

Telefonia GSM da 900 Mhz

25 – 50

Telefonia GSM da 1800 Mhz

20 – 40

 

Come termine di paragone vediamo alcuni altri apparati che emettono campi magnetici a radio frequenza presenti nell’ambito domestico. Vengono indicati qui i valori del campo elettrico in V/m (Volt/metro). I veri valori dipendono molto anche dalla marca delle apparecchiature.

 

Apparato

Valore efficace del campo elettrico (V/m)
Computer da scrivania

4,6 – 6,8 a contatto

Computer portatile

2,5 – 5,0 a contatto

Forno a microonde

8 – 15 a circa 50 cm.

Telefono cellulare

5 – 10 a circa 5 cm

Telefono cordless

6 – 12 a circa 5 cm.

Televisore

2 – 8 a contatto

 

Quali sono gli effetti sulle persone ?

 

Cosa si pensa nel mondo scientifico sugli effetti che lo onde elettromagnetiche hanno sulle persone?

Quali sono le posizioni delle organizzazioni che si occupano di tali problemi ?

 

Come visto in altra parte di questo articolo faremo una distinzione tra alte e basse frequenze.

 

Alle basse frequenze l’effetto principale sul corpo è quello per cui il campo elettromagnetico fa nascere, all’interno del corpo stesso, una corrente elettrica che ai livelli mediamente riscontrabili nel nostro ambiente, è INFERIORE a quella che si trova in natura nel nostro corpo.

 

In questo articolo cerchiamo di approfondire i temi legati alla telefonia cellulare.

Il problema degli elettrodotti che portano l’energia elettrica rientra nell’ambito delle basse frequenze però con potenze elevate ma non abbiamo al momento informazioni sufficienti e quindi ci riserviamo un ulteriore approfondimento.

 

Le frequenze utilizzate per la telefonia cellulare sono invece “alte frequenze” e penetrano nel corpo umano in misura variabile. Tale penetrazione segue regole complesse.

 

Per esempio la luce (che costituisce un campo elettromagnetico a frequenze molto più alte di quelle telefoniche) penetra poco. A frequenze superiori a quelle della luce, per esempio per i raggi X (che sono anche essi una forma di radiazione elettromagnetica) si ha di nuovo una notevole penetrazione, ed è per questo che si riesce a fare le radiografie.

 

E’ inoltre importante sottolineare che i campi caratterizzati dalle frequenze tipiche della telefonia cellulare interagendo con la materia non la “ionizzano”. Infatti l’energia ad essi associata è notevolmente minore di quella necessaria per “strappare” un elettrone ad un atomo (ionizzazione): tale energia è invece posseduta dai raggi X, dai raggi g (gamma) e dai raggi ultravioletti, i quali costituiscono radiazioni ionizzanti. Questo è il motivo per cui gli apparati medici a raggi X sono utilizzati con opportune cautele in quanto possono alterare alcune molecole biologiche importanti.

 

Anche le onde usate dai telefoni cellulari penetrano nel corpo umano ma non hanno effetti ionizzanti. All’interno del corpo il processo fondamentale che avviene è la trasformazione dell’energia, trasportata dal campo, in calore.

 

Questa trasformazione di energia in calore avviene sempre, tranne quando l’onda si propaga in un isolante praticamente perfetto qual è l’aria e quale, appunto, non è il corpo umano.

 

Se l’energia associata all’onda è notevole (alta potenza), il corpo tende a riscaldarsi, cioè si ha una specie di “febbre” artificiale; i sistemi di autoregolazione del corpo cercano di contrastare l’aumento di temperatura; questa può crescere notevolmente in organi poco vascolarizzati, cioè con poco flusso di sangue che possa trasportare il calore “fuori dalla pelle”, quali ad esempio occhi, testicoli etc.

 

Il caso limite è naturalmente quello del riscaldamento usato deliberatamente per produrre calore in un corpo biologico, ed è precisamente il principio di funzionamento del forno a microonde.

 

E’ chiaro che un sistema che irradia campo elettromagnetico in zone di libero accesso (Case, strade etc,) deve evitare assolutamente che ci siano intensità di campi tali da provocare riscaldamento nel corpo umano.

Ora le potenze emesse dalle stazioni radio base per la telefonia cellulare sono dell’ordine di qualche decina di Watt. Quel che conta però, ai fini dell’effetto di riscaldamento, non è tanto la potenza emessa dall’antenna, quanto quella ricevuta dal corpo umano. In altre parole il corpo intercetta una frazione della potenza dell’antenna; questa frazione è quella che conta per gli effetti biologici ed è tanto più piccola quanto più il corpo è lontano dall’antenna.

 

Le varie norme di protezione si basano sull’idea generale che il campo deve essere tale da non provocare un aumento sensibile di temperatura nel corpo umano. Questo è uno dei motivi per cui le norme attualmente in vigore sono molto cautelative e quelle italiane sono ancora più restrittive di quelle usate o proposte all’estero.

Quindi i Cittadini dovrebbero essere abbastanza tranquilli purché si attivi l’attività di sorveglianza per far rispettare i limiti fissati dalle norme.

 

Da segnalare che la percezione del rischio tra la popolazione è più concentrata sulle stazioni radio base dei telefonini che sul cellulare stesso.

Il motivo è che il telefonino è un oggetto normalmente posizionato a contatto con la testa, e l’esposizione è quindi maggiore rispetto a quella derivante da stazioni radio base.

 

Raccomandazione minima è quella di usare l’auricolare e di fare attenzione alla sensazione di calore. Come minimo cambiare frequentemente l’orecchio di ascolto.

 

In ogni caso, almeno dai testi da noi consultati, gli attuali apparecchi cellulari sono testati ed omologati nel rispetto dei limiti fissati dalle linee guida internazionali.

 

E’ interessante sottolineare come la normativa italiana sia cautelativa.

Infatti la Raccomandazione Europea indica un campo di 41,25 V/m a 900 Mhz (quello tipico dei telefoni GSM) mentre in Italia questo valore è portato a 20 V/m, e negli edifici viene abbassato ulteriormente a 6 V/m.

 

Ripetiamo che quindi in questo campo il vero problema sono i controlli e non la normativa che ci sembra adeguata a salvaguardare la salute in base alle conoscenze tecniche attuali.

 

Infine risulta utile sapere che l’ultimo decreto legislativo in materia, definito come legge Lunari (D.LGS n. 198 del 14 settembre 2002) ha classificato come opere di interesse nazionale le infrastrutture di telecomunicazione e quindi le stazioni di radio base sono realizzabili in ogni parte del territorio comunale (art. 3). Viene inoltre prevista una semplice D.I.A. per gli impianti UMTS e per gli impianti con potenza in singola antenna uguale o inferiore a 20 Watt (art. 5).

In poche parole si liberalizza e si facilita l’installazione di tali antenne.

 

Questa proliferazione di antenne prima di informarmi bene credevo fosse negativa. Ora invece penso che sia positiva perché in una certa misura “costringe” i gestori a mantenere basse le potenze per poter riutilizzare le stesse frequenze a poca distanza.

 

Qui di seguito indichiamo alcuni siti internet dove potrete ulteriormente approfondire gli argomenti qui trattati:

 

www.niehs.nih.gov/emfrapid/home.htm

Questo sito fornisce informazioni dettagliate sul progetto RAPID. Questo progetto riguarda una lunga e approfondita indagine scientifica relativa ai campi a basse frequenze e si è concluso a giugno 1998

 

www.who.org/peh-emf

 

Sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dove vengono fornite informazioni sul Progetto Internazionale sui Campi Elettromagnetici. Molte relazioni sono anche tradotte in Italiano.

 

www.physics.isu.edu/radinf/source.htm

 

Il sito è un utile punto d’ingresso per un gran numero di siti collegati, utili per informazioni sulla protezione dalle radiazioni, sia ionizzanti, sia non ionizzanti

 

www.mcw.edu/gcrc/cop/cell-phone-health-FAQ/

 

Raccolta di Domande Frequenti con molte risposte sui cellulari completate da una vastissima bibliografia

 

www.iss.it/ricerca/index.htm

 

Sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

www.sspal.it

 

Sito della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale con una apposita sezione dedicata al tema “campi elettromagnetici e telefonia mobile”.

Inviato da : adolfo tammaro Data comunicazione : 18-06-2003
Apr 132003
 
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